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Concediti il tempo per meditare

tempo per meditare

Concediti il tempo per meditare

Meditare è una pratica semplice che ciascuno può sperimentare ma che con la frenesia del vivere moderno ci siamo ormai dimenticati di esercitare.

Per meditare occorre del tempo da dedicare a noi stessi. Occorre ritagliarselo fra gli impegni di ogni giorno, il lavoro, la famiglia, gli amici, la spesa quotidiana, gli acquisti, il fitness, il divertimento, il relax ecc.

Potremmo continuare con altre cose che sembrano apparentemente più importanti e più impellenti della meditazione.

Sembra quasi un lusso potersi concedere del tempo per meditare. Così come lo è concedersi del tempo per ammirare la bellezza che ci circonda in ogni momento della giornata, oppure per ascoltare il battito della nostra anima che si fonde con quello del mondo intero.

Meditare è cessare di fare per concentrarsi unicamente sull’essere. Una condizione alla quale nessuno ci educa. Eppure è semplice.  Allento la mia attenzione sui pensieri che si affollano nella mente, la espando invece all’interno ed all’esterno di me stesso e me ne sto così senza fare niente ad osservare i processi che si susseguono nell’universo onnicomprensivo della coscienza.

Tutto qui. In questo spazio esistenziale io mi posso permettere di osservare il fluire della vita dentro e fuori di me. Di sperimentare meramente il fatto che io sono qui in questo momento spazio temporale e che sono vivo.

Sciogliendo i lacci della mente e sperimentando la nudità del nostro essere riusciamo a disintegrarci nel vuoto silenzioso dell’universo e ricomporci nel tutto che lo comprende.

Un processo quello della meditazione che potremmo descrivere con pagine e pagine di metafore ma che diventa difficile descrivere con semplici parole perché attiene al linguaggio del cuore, dell’anima, della coscienza indifferenziata.

Per meditare oltre al tempo da dedicare a noi stessi occorre il desiderio di praticare. Quella predisposizione di volontà priva di intento, che risiede semplicemente nella curiosità di osservare l’esistenza. Un desiderio che può essere coltivato e che all’inizio, se non posseduto, può essere sorretto ricorrendo alla volontà del guerriero che è in ciascuno di noi. Un guerriero che man mano depone le sue armi e la sua armatura per ritrovarsi nudo al cospetto della vita pulsante in sé.

Siamo di nuovo ricorsi ad una metafora. Ma la cosa migliore per sperimentare la meditazione è meditare!

In principio potete provare delle micromeditazioni da praticare durante la giornata. Portate la vostra attenzione su di voi, sul vostro respiro che esce dalla bocca o dal naso, sulle sensazioni del vostro corpo, sui pensieri che scorrono nella mente, sulle emozioni che percepite o sulla loro assenza, sui suoni che udite intorno a voi, sugli odori che percepite, sulle immagini del mondo che state osservando. Fatelo per circa una ventina di secondi e poi mollate questo tipo di attenzione che potremmo definire come osservazione neutra.  Ripetete la micromeditazione ogni volta che potete o che vorrete, in qualsiasi luogo siate e qualsiasi cosa stiate facendo.

Questo è uno dei tanti modi per praticare o iniziare a praticare. Questo è un modo per sconfiggere quella vocina nella mente che ci dice: non ho tempo! Ho da fare cose più urgenti o più importanti.

Un altro modo è quello di ricorrere a meditazioni guidate, adesso ci sono CD o brani in mp3 che ci aiutano a predisporci alla meditazione, guidandoci nel processo, facilitando i passi che ho descritto. Le meditazioni guidate si basano sui principi dell’ipnosi cosciente, intesa come trance vigile e possono essere di valido supporto per iniziare a meditare.

Osho ha creato per noi le meditazioni attive. Pratiche pensate per l’uomo moderno, dove dopo una fase preparatoria attiva c’è una fase di silenzio dove sospendere il fare per essere semplicemente, per osservare se stessi e colui che osserva. Aveva compreso molto bene che l’uomo di oggi ha una grande difficoltà nel mettersi seduto su di un cuscino apparentemente senza fare alcun che!

Per chi si sente curioso, vi sono inoltre tantissime altre pratiche meditative. Il Vijñānabhairava (testo testo tantrico non dualista, fondamentale nella scuola Trika presso lo Śaivismo del Kashmir) ne conta ben centododici. Esistono meditazioni Zen, Sufi, yogiche, tantriche, ecc. ecc.

Nei nostri corsi molti momenti sono dedicati alla meditazione, con pratiche basate sulla respirazione, sull’attenzione, sulla visualizzazione interiore, sui suoni, sulle emozioni, sul rapporto con l’altro o con la natura.


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