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Frequenza rapporti sessuali nella coppia: sfatiamo qualche mito

Secondo l’immaginario comune, le coppie sposate o che convivono da molto tempo hanno un’attività sessuale insoddisfacente rispetto alle coppie appena formate. La frequenza dei rapporti sessuali diminuirebbe con il passare del tempo, così come la qualità della sessualità, facendo aumentare il grado di insoddisfazione all’interno della coppia. Se anche tu sei convinto di questo, non preoccuparti: sei in ottima compagnia!
Ma preparati a cambiare idea.

Tutti i pregiudizi sulla frequenza dei rapporti sessuali

Le nostre ricerche e la nostra personale esperienza dicono il contrario: nelle coppie collaudate il sesso non svanisce affatto né si affievolisce.
Non solo: diverse statistiche sul sesso confermano quello che spesso consigliamo a chi ci contatta lamentando pochi rapporti sessuali nella coppia e in generale una sessualità spenta.

Provate a fare sesso tutti i giorni e vedrete che cambierà qualcosa.
Fatelo nonostante tutto e andate oltre i “no” della vostra mente.

Non lo diciamo tanto per dire, sono i risultati di queste ricerche che lo sostengono.
E che mandano all’aria alcuni antichi pregiudizi sulla frequenza dei rapporti sessuali nelle coppie sposate.

Primo mito: chi è single fa più sesso di chi è in coppia

Secondo un sondaggio del 2010 effettuato dal Kinsey Institute dell’Indiana University Bloomington, tra i single intervistati tre su cinque non hanno avuto rapporti sessuali nel corso dell’anno precedente, mentre per le persone sposate il rapporto è di uno a cinque.
Non è finita: nei primi anni di convivenza, sia le coppie sposate sia quelle conviventi di età compresa fra 25 e 59 anni hanno cinque volte più probabilità di avere rapporti sessuali due o tre volte la settimana (25%) rispetto ai single (5%).
L’economista Heather Boushey, direttore del Washington Center for Equitable Growth, il Centro che studia la crescita equa in funzione dei modelli familiari, spiega con una battuta che “Non c’è bisogno di andare fuori e cercare un partner per fare sesso”.

Che sia anche per questo che il matrimonio e la convivenza continuano a essere, malgrado tutto, istituzioni così di moda?
Secondo lo stesso sondaggio, le coppie sposate e quelle conviventi fanno più sesso rispetto a quelle che non abitano insieme.
Insomma, la stabilità come garanzia di un’attività sessuale soddisfacente?
Sembrerebbe proprio di sì.

Secondo mito: le coppie giovani hanno una vita sessuale migliore delle coppie di lunga durata

Esiste da lungo tempo la prova che le coppie giovani, quelle cioè che stanno insieme da poco tempo, fanno sesso più spesso rispetto alle coppie sposate e che la frequenza dei rapporti sessuali cala poi con il passare del tempo.

Sono diversi i fattori che possono contribuire a questo calo, come l’invecchiamento, gli impegni familiari e lavorativi, i cambiamenti economici, le preoccupazioni quotidiane.

Ma attenzione: maggiore frequenza non significa migliore qualità.

Le coppie sposate da lungo tempo hanno infatti un vantaggio enorme dalla loro, che finisce per compensare una eventuale minore frequenza dell’attività sessuale: amano di più fare sesso.

Gli studi condotti dimostrano che le coppie di lunga durata migliorano la propria intesa sessuale e provano quindi più piacere delle coppie formate da poco. E si tratta di una legge molto democratica, a quanto sembra, valida tanto per gli uomini quanto per le donne e tanto per le coppie eterosessuali quanto per quelle omosessuali.
Come spiega la ricercatrice Laura Carpenter della Vanderbilt University:

Come spiega la ricercatrice Laura Carpenter della Vanderbilt University:

Con il passare del tempo le persone invecchiano, la loro relazione procede e diventano man mano più abili dentro e fuori la camera da letto.

I fatti ci raccontano, dunque, che in nessun modo le relazioni a lungo termine precludono la sessualità, anzi.
E allora perché ne siamo convinti?

Sessualità nelle coppie sposate? Occorre una nuova mentalità

Sembra che ci sia un’avversione diffusa all’idea che il sesso possa essere vivo e vegeto nelle coppie di lunga durata.
Gli scienziati sociali hanno spesso agevolato quest’idea, basti pensare alla scarsità di ricerche dedicate alla comprensione del sesso durante la mezza età.
Secondo la Carpenter, anche gli esperti hanno poche idee di come il sesso sia vissuto nel matrimonio o nelle convivenze contemporanee.
Chi inizia? E come? Chi fa cosa a chi? Per quanto tempo dura?

Se abbiamo difficoltà a cogliere la compatibilità tra l’amore di lunga durata e la sessualità, è necessario rivedere i nostri modelli in fatto di sessualità e convivenza.

Dobbiamo essere pronti a cambiare le convinzioni sui ruoli di genere che sono impresse nella nostra mente da decenni, da quando gli uomini andavano a lavorare in giacca e cravatta e le donne passavano l’aspirapolvere in soggiorno aspettando il ritorno del marito con la cena pronta in tavola.

In assenza di modelli più aggiornati su come i sessi si confrontano e condividono gli aspetti della propria vita, sesso incluso, siamo inclini a prendere per buone le antiche credenze sulla sessualità.

Facciamo riferimento a idee ormai superate perché dobbiamo ancora migliorare la nostra immaginazione sessuale, il “film” che vediamo scorrere nelle nostre teste sul sesso che vogliamo.

E che meritiamo.


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