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Responsabilità e sensi di colpa

Responsabilità e sensi di colpa

Responsabilità e sensi di colpa

I sensi di colpa si sostituiscono alla responsabilità di colpa.

Se non provo la responsabilità, provo sensi di colpa. Se mi prendo invece la responsabilità, prendo forza nel prendere azioni per i miei atti e tutto si trasforma in capacità di agire e di uscire dalla vittima. Per crescere bisogna essere pronti a perdere la propria innocenza e prendere la propria responsabilità.

Il tema della responsabilità e quello del senso di colpa sono centrali per quanto riguarda lo sviluppo personale.

Nella nostra cultura, il concetto di responsabilità viene spesso associato a quello di colpa, anzi spesso i due termini sono usati quasi come sinonimi.

La realtà non soltanto è diversa ma addirittura opposta: una persona è tanto più in grado di assumersi delle responsabilità quanto meno ragiona in termini di colpa. Una persona in preda ai sensi di colpa rimane paralizzata e non compie proprio alcuna azione responsabile; parimenti, chi dà la colpa agli altri (e non mi riferisco solo alle altre persone, ma anche alla società, alle situazioni, al tempo, al progresso, all’ignoranza, al destino, a Dio) si vede come vittima e quindi crede che le azioni responsabili dovrebbe farle l’altro per rimediare ai suoi errori. Insomma colpa e responsabilità occupano uno stesso spazio all’interno dell’individuo e l’una può crescere solo nella misura in cui l’altra si riduce, come si evince anche da questo interessante articolo del Dott. Baiocchi.

Il senso di colpa è una di quelle emozioni che non si vorrebbe mai provare.

Quella sensazione cioè di essere immorali e riprovevoli per qualcosa che si è fatto, per qualche norma che si è trasgredita, per qualche danno reale o presunto che si è arrecato. Non parlo di colpa intesa come trasgressione di una legge, che è un fatto oggettivo, ma di sensi di colpa invece assolutamente soggettivi.

I motivi che li innescano possono essere molteplici: c’è chi si sente in colpa verso moglie e figli perché sente di non essere il marito e il padre ideale che si prende cura della famiglia; chi desidera una vita diversa, lontana dalla sua problematica famiglia di origine, da cui però sente di non potersi allontanare; chi si sente in colpa dopo essersi riempito lo stomaco a dismisura, per non essersi saputo controllare e aver messo a rischio la propria immagine corporea e la propria proponibilità sociale.

Essere sopraffatti dai sensi di colpa è come avere una corda intorno alla vita che ci immobilizza, che ci trattiene dall’andare avanti; in effetti i sensi di colpa ci inducono a voltare la testa e rivolgere lo sguardo verso il passato col risultato che non prestiamo attenzione al presente (vedi art. del Dott. Stefano Scatena).

Altresì, i sensi di colpa non si possono eliminare; si possono capire, significare, articolare. Se la loro intensità è tollerabile, hanno l’importante funzione sociale di segnalare se sia stato creato un danno, di quale entità sia e permettere di porre rimedio; al contrario, se la loro intensità è distruttiva, i sensi di colpa prevedono solo punizioni e dolore per gli errori commessi.

Anche in questo caso, le esperienze familiari fanno la differenza.

L’essere cresciuti in ambienti dove l’affermazione delle proprie esigenze è subordinata alle aspettative familiari e/o al rispetto di rigide regole, predispone più facilmente a sentimenti di colpa severi e intensi accompagnati dalla paura di essere puniti e da sentimenti di indegnità e inadeguatezza.

Come emozioni, i sensi di colpa hanno anche sfumature costruttive in quanto permettono di contenere le pulsioni distruttive e di prendere coscienza della sofferenza dell’altro. In particolare, mettono in guardia qualora si stiano oltrepassando i limiti, costringono ad una messa in discussione e ad un’assunzione di responsabilità.

Sentirsi in colpa per la sofferenza di qualcuno e attribuirsene la responsabilità ha un suo lato positivo perché implica mettersi al centro del mondo di quella persona e riconoscersi il potere di danneggiare o aggiustare la sua vita.

I sensi di colpa implicano valutazioni e giudizi rispetto all’inadeguatezza, all’indegnità, all’essere o meno all’altezza della situazione; la responsabilità è invece legata al semplice fatto di agire, di aver generato una conseguenza con la propria azione.

Riconoscersi una responsabilità è ben diverso dall’attribuirsi una colpa. La realtà è che ognuno è completamente responsabile, al 100%, di tutte le sue emozioni, pensieri e comportamenti e di quelli di nessun altro. Ciò che di fatto succede è spesso invece il contrario, cioè che rendiamo responsabili gli altri delle nostre azioni, dei nostri pensieri e soprattutto delle nostre emozioni; in realtà, l’assumersi concretamente la responsabilità della propria vita e dare un calcio al peso ossessionante dei sensi di colpa, consapevoli di non poter tornare indietro ma di poter fare qualcosa per andare avanti, rimediare e migliorare, rappresenta l’unica strada per la realizzazione e la felicità


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