Le restrizioni da Covid stanno spegnendo la nostra vitalità e sessualità, rendendoci sempre più ansiosi e spaventati.

Da una ricerca della Clinica Urologica del Policlinico San Martino di Genova avente come focus gli effetti del lockdown sulla salute psicologica e sessuale degli operatori sanitari e dei loro familiari, è emerso un calo del desiderio sessuale in più dell’80% degli uomini e del 40% delle donne intervistate. Quanto alla soddisfazione sessuale, i più colpiti sono stati: le donne, gli operatori sanitari e i partecipanti con figli o partner in casa.

Anche il Centro Italiano Formazione Ricerca e Clinica in medicina e psicologia (Cifric) ha pubblicato gli esiti del suo studio sulla sessualità ai tempi del Covid. Tutti gli intervistati hanno riferito che la frequenza dell’attività sessuale ha subito un calo significativo motivato prevalentemente dallo stress.

Questa ricerca è entrata anche nella qualità del rapporto, evidenziando che il 61,2% degli intervistati dichiara una significativa diminuzione della soddisfazione sessuale, in particolare di essere stato sopraffatto da emozioni come la paura e la tristezza durante il rapporto sessuale, con un drastico calo dell’eccitazione e del piacere.

La paura, l’ansia e lo stravolgimento delle abitudini di vita stanno mettendo a dura prova la nostra percezione di benessere e il desiderio sessuale.
A dimostrarlo c’è anche il consumo di farmaci dall’inizio della diffusione del Covid: aumenta l’assunzione di ansiolitici, scendono le vendite di contraccettivi e Viagra.

 

 

Il bacio, l’abbraccio e la carezza sono i gesti affettuosi primari inibiti dalle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria. Si tratta di vere e proprie risorse che nutrono l’intimità e l’intesa relazionale, favoriscono l’autostima e la fiducia, stimolano la produzione di endorfine, responsabili degli stati di piacere e benessere. Privarci di tali gesti implica un calo dei nostri livelli di serotonina e ossitocina ed un incremento dello stress, con ripercussioni negative nel corpo (rigidità e calo delle difese immunitarie) e nella mente (ansia, paura, malessere emotivo).
La conseguenza è che ci si sente più “spenti” e incupiti, meno vitali, più rigidi nel corpo e nella mente, meno propensi a percepire il piacere e all’eccitazione sessuale.

 

Quindi non solo facciamo meno sesso, ma quello che facciamo risulta anche sempre meno soddisfacente.
È davvero questa la vita che desideri?
Vuoi effettivamente spegnere progressivamente la tua vitalità e la tua soddisfazione?
Oppure hai il coraggio di uscire da questo circuito e ricostruire il tuo erotismo?

 

Sándor Ferenczi nel 1932 scriveva che “una vita nella quale si scambia stabilmente meno libido di quanto si vorrebbe, può diventare insopportabile”.

 

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