, ,

Se le emozioni non possono fluire…

emozioni

Mente e corpo sono due facce di un’unica medaglia: è un’affermazione nota nell’antichità e che la scienza ha riscoperto negli ultimi decenni con le malattie psicosomatiche.

Somatizzare… letteralmente significa: rendere organico un disagio non organico.
Di cosa si tratta? Di una serie di disturbi fisici, molto reali e concreti, che non hanno una ragione medica accertabile e che, a dispetto di ogni terapia “sintomatica” o del trascorrere del tempo, restano immutabili o tendono ad acuirsi.
Ci sono questi fastidiosi indici della presenza di una malattia, ma la patologia non si trova, perché non è nel corpo che ha origine. Proviene dalla sfera mentale ed emozionale.
Significa che la malattia non esiste? Al contrario, i sintomi sono reali e determinano un profondo disagio e malessere corporeo, misurabile e quantificabile. Significa che la malattia che li origina non risiede nel corpo e che per curarla bisogna andare nella mente e nell’anima, alla ricerca di emozioni e vissuti inespressi, di lutti non elaborati, di affetti bloccati, di ferite nello spirito. A questo punto della riflessione verrebbe da pensare che qualcosa nella mente non funzioni e ci faccia star male. Non è esatto, si tratta solo di un mancato o alterato adattamento agli eventi della vita, è qualcosa a cui si può porre rimedio.

Stenti a credere che qualcosa nella mente possa avere effetto sul corpo?

Il nostro organismo è governato dal cervello, che non si limita a generare i pensieri ed elaborare le informazioni, ma dirige e coordina tutti gli organi, in modo che il sistema, senza la consapevolezza della parte cosciente, sia sempre in salute ed efficienza.
La sinergia fra il nostro corpo e la nostra mente è frutto di un lunghissimo processo di evoluzione e selezione naturale, che ha favorito chi riusciva a sopravvivere ai pericoli, ed il modo più efficace di farlo è sempre stato la fuga. Evitare l’evento che pone a rischio la vita. È la parte non consapevole della mente che si occupa prevalentemente di questi compiti, un settore “automatizzato” che non distingue tra un pericolo effettivo o immaginato, presente nell’immediato o solo stimolato da un ricordo oppure da un sogno. La mente manda impulsi di rischio ed il sistema nervoso simpatico si attiva, producendo una serie di ormoni che mettono il corpo in stato di allarme (aumento della pressione, della frequenza cardiaca e respiratoria, aumento della sudorazione, inibizione del sistema immunitario e riproduttivo), concentrando ogni energia ed ogni risorsa per fronteggiare l’attacco o scappare. Si chiama stress. Una parola che usiamo comunemente, ma di cui in genere ignoriamo il vero significato.
Il cervello attiva la condizione di stress che modifica la risposta immunitaria e, viceversa, anche la risposta immunitaria può non riuscire a disattivarsi e continuare a dire alla mente che si è in pericolo, esponendoci a problemi metabolici, malattie infiammatorie, neurovegetative ed autommuni. Col passare del tempo la situazione può cronicizzarsi, producendo ulteriori alterazioni biochimiche che possono far insorgere disturbi nella sfera cognitiva, affettiva, dell’umore. La percezione del dolore si amplifica, il corpo, costretto a stare in allarme costantemente, è sempre affaticato, stanco, dolorante.
Statisticamente il 9% dei pazienti in ospedale soffre di disturbi somatoformi cronici e si stima che il 22% dei disagi fisici più comuni siano di origine psicosomatica.

Cosa fare, allora?

Va cercato quel momento o quella serie di momenti, nel nostro passato, in cui abbiamo vissuto una o più esperienze negative che non abbiamo saputo elaborare, magari perché ancora troppo piccoli per metabolizzarle e dar loro un senso più ampio. Situazioni che ci hanno scatenato emozioni molto violente da cui la nostra mente ritiene categorico proteggerci, mantenendoli in un “archivio” a cui non ci fornisce un accesso tanto semplice. Tuttavia si tratta di materiale con un contenuto di dolore così pesante e distruttivo che la mente non riesce a contenere e che esterna sul corpo, travestendolo – ad esempio – da colite, da irritazioni cutanee, da mal di testa, mal di schiena o da dolori durante i rapporti sessuali.
C’è, insomma, una correlazione netta tra traumi relazionali non riconosciuti o non ricordati e sintomi fisici di origine psicosomatica.
Bisogna andare ad individuare con consapevolezza le esperienze traumatiche, contattare le emozioni e le proprie parti sofferenti con le quali non abbiamo potuto o avuto la forza di confrontarci.
Un eccellente strumento per ottenere questo risultato con una rapidità sorprendente è rappresentato dalle costellazioni familiari e spirituali.
Con la consapevolezza la mente può guarire, sanata la mente, il corpo seguirà.

Il prossimo appuntamento è a Volterra, il 28 settembre 2018, dalle ore 14 alle ore 18. I posti sono limitati. Prenotati.

Oppure contatta direttamente Gloria e Maurizio per organizzare una sessione presso uno degli studi di Roma o di Livorno.


Le Costellazioni Familiari rappresentano con una vera e propria messa in scena il sistema famiglia, tramite cui è possibile evidenziare le dinamiche inconsce che producono sofferenza in molti aspetti della vita quotidiana

CHIAMACI SENZA IMPEGNO

Gloria di Capua (328 3083753) e Maurizio Lambardi (347 5918384)
(Counselors-Life Coaches e Costellatori Familiari)

TI ASPETTIAMO CON GIOIA!

Se vuoi approfondire questi argomenti puoi seguire i nostri corsi, contattaci:

.

Nome (richiesto)

Email (richiesto)

Telefono (richiesto)

Oggetto

Messaggio

Voglio rimanere aggiornato con le iniziative iscrivendomi alla newsletter

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *