Sconfiggere la gelosia

Perché è importante e come farlo con il Tantra

Uno dei temi più forti, bui e contorti che turbano le relazioni sentimentali è la gelosia, il demone che scatena burrasche emotive e sofferenze, navigando nel mare dei condizionamenti culturali, dei dogmi, delle proiezioni e soprattutto delle paure. Un demone molto invasivo che ha il potere di distruggere l’intimità corporea e annientare la relazione stessa.

Jung scriveva: «Il nocciolo della gelosia è la mancanza d’amore», in base alla nostra esperienza noi siamo portati a dire che “la gelosia è la paura della mancanza di amore”, è una condizione da bambino che non vuole crescere, che ha il terrore di essere lasciato solo dalla mamma e quindi di morire.

La buona notizia è che, come ogni altra paura, anche la gelosia può essere sconfitta, con il Tantra.

La brutta notizia è che per raggiungere uno stadio di amore evoluto e duraturo, la gelosia è un ostacolo da abbattere e fino al momento in cui non viene affrontata e risolta, la relazione ristagna su livelli immaturi, destinati al fallimento.

Amare vuol dire infatti riconoscere il partner nella propria individualità, ma soprattutto significa essere liberi nel reciproco rispetto delle libertà di entrambi, elementi impossibili in presenza di gelosia.

Ma cos’è esattamente la gelosia?

Difficile dare una risposta netta e breve.

C’è, ad esempio, la gelosia di chi proietta nel partner (o cerca di occultare al partner) la propria infedeltà, c’è quella di chi ha il terrore di essere abbandonato, scartato in favore di un nuovo partner più performante (più bello, giovane, sessualmente attraente), c’è la gelosia recitata, di chi è convinto che il ruolo di partner gli imponga di manifestarne una certa quantità per attestare la propria devozione. C’è la gelosia cercata nel partner, per esser certi di essere amati, per sentirsi più desiderati, per essere controllati in modo da non darsi possibilità di fuga.
La gelosia, insomma, è un processo dinamico abbastanza eterogeneo, nel quale possiamo però tracciare un filo rosso comune che è la paura, abbinata ad una scarsa autostima.

La gelosia nasce nell’attaccamento primario, nel momento dell’infanzia in cui abbiamo scoperto che mamma non era tutta nostra, che l’affetto dei genitori non era esclusivo, che eravamo parte di un mondo e non il centro del mondo. Nasce dalla prima volta in cui queste consapevolezze ci hanno fatto sperimentare il desiderio di possesso esclusivo, il dolore dell’abbandono, la paura dell’abbandono, la frustrazione della non esclusività e quindi la rabbia, la violenza e la distruttività con cui abbiamo “coperto” la sofferenza.

Nelle relazioni sentimentali la gelosia si struttura generalmente intorno alla certezza di “possedere” il partner e quindi di avere il diritto di vietare alcuni comportamenti ed imporne degli altri, nell’ottica di confermare il possesso e di farlo durare nel tempo. Si tratta di una convinzione molto più rassicurante rispetto all’idea di libera scelta reciproca, perché quest’ultima implica di dover fronteggiare la paura di essere scartati in presenza di un “rivale” migliore. Non è casuale che spesso i gelosi siano intrappolati nella dipendenza affettiva e nel terrore di essere abbandonati, generando uno stato continuo di angoscia, a prescindere dalla realtà oggettiva, che finisce nel distruggere la relazione, cioè nel rendere concreto proprio lo scenario di abbandono o di tradimento che si sforzano ossessivamente di scongiurare. Non di rado le persone gelose aggiungono anche la sofferenza dovuta al fatto stesso di provare gelosia e provano in tutti i modi a reprimere questo scomodo sentire, senza mai riuscire nell’impresa.

Come si sconfigge la gelosia?

Se la gelosia è la paura della mancanza di amore, la via di uscita è trattare la gelosia come una paura.

Inutile provare a controllarla e reprimerla, perché le paure si manifestano attraverso circuiti neurali primordiali che sfuggono al controllo consapevole. Altrettanto infruttuoso è cercare di evitare le situazioni che la scatenano, perché non funziona e non è risolutivo. Limitarsi a parlarne e descriverla, esplorandone dinamiche e manifestazione, può aumentare la consapevolezza ma lascia intatto il nucleo della paura, quindi non è un modo efficace di superarla.

Cosa fare, allora?

Affrontarla, concretamente, esponendosi proprio alla situazione che ci spaventa, facendolo in modo graduale oppure netto, se possibile e in condizioni di sicurezza.

Il seminario “Le ombre della passione” del percorso “Tantra e Amore” è una delle tappe più trasformative ed importanti del viaggio che porta dalla relazione primitiva a quella evoluta. È il momento in cui i partecipanti hanno la possibilità di portare alla luce i propri demoni relazionali più oscuri e affrontarli.

Per le persone e le coppie che si trovano a convivere con questa ombra e a nutrirla, loro malgrado, a dispetto dei tanti tentativi di controllarla, razionalizzarla e dominarla, mettiamo a disposizione in questo seminario uno strumento tantrico molto potente: l’albero di Ulisse.

Si tratta di un’esperienza che può essere messa in scena e vissuta in modo simbolico o a vari livelli di realtà, e tale scelta è sempre rigorosamente lasciata al partecipante.

L’albero di Ulisse

L’albero di Ulisse rientra nel concetto del configurare lo scenario peggiore, che già i latini utilizzavano sotto il nome di “premeditatio malorum”, per andare a scoprire la situazione che tanto ci terrorizza, nel momento in cui si verifica, è molto meno tragica di come la mente la immaginava. Questo ha il potere di disinnescare la paura, disgregandola dalla sua radice e di alimentare la fiducia in se stessi e nella relazione.

Per tale tipo di esperienza è richiesta una grande determinazione e molto coraggio, dove per coraggio non si intende la mancanza di paura ma la volontà di imparare a gestire e superare le paure, senza negarle e senza amplificarle.

Nello specifico, andare ad affrontare lo scenario peggiore, avendo come tema oscuro la gelosia, significa mettere in scena un tradimento controllato, sentimentale o sessuale, per dissolvere la paura che tale evento si traduca in un abbandono.

Grazie al prossimo corso, in particolare, chiamato “Le ombre della passione” potrai:

  • capire che questo GRANDE SÌ può riferirsi alla tua relazione, a una situazione di vita, a una condizione lavorativa, è un sì senza condizione, sì nonostante tutto, qualsiasi cosa succede è sì.
  • aggiungere un’estrema libertà interiore, un’elevata consapevolezza
  • capire cosa significhi affidarsi totalmente a qualcuno o a qualcosa
  • imparare a superare – non evitare – gli sbalzi emotivi che il fluire della vita porta nei rapporti e nella tua relazione
  • migliorare l’intimità della coppia
  • superare l’idea che nella relazione dovrebbe essere “tutto molto bello”

Un corso esperenziale che offre la possibilità di superare l’idea che nella relazione dovrebbe essere “tutto molto bello” e di sperimentare, in una cornice protetta, cosa significhi GRANDE SÌ, cosa significhi affidarsi totalmente a qualcuno o a qualcosa..