Dire “ti amo” o “Tu sei il mio più grande amore” è considerata la massima espressione del nostro amore. Tuttavia, spesso accade che ci troviamo incerti su quando pronunciare queste parole al nostro partner, o non lo facciamo anche se lo sentiamo perché inconsciamente abbiamo paura del legame.
Può accadere di pronunciare queste parole solo in determinate circostanze, ad esempio non riuscire a dirle a voce ma solo scriverle, oppure non dirlo mai per primo, ma aspettare che mi venga detto.

 

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C’è davvero un momento “giusto” per rivelare il tuo cuore? C’è davvero un modo “giusto” per farlo? Quando si dovrebbe dire “ti amo”?

Il romanticismo in un rapporto di coppia è estremamente importante, così come imparare a esprimere il nostro amore con le parole “Ti Amo”, rivelando così il nostro cuore al partner. Se siamo in contatto con noi stessi e con il nostro cuore, allora  sentendo l’amore verso il partner, queste parole dovrebbero uscire spontaneamente.

Le difficoltà nell’espressione del sentimento o le idee di quello che si dovrebbe “fare”, fanno parte delle strategie difensive caratteriali e non dell’impulso spontaneo del nostro cuore. La sfida è imparare ad osservare le nostre difficoltà di espressione del sentimento e riconoscerle per strategie difensive che ci vogliono proteggere da una sofferenza, che può essere rappresentata dal non ricevere un “ti amo” come risposta dal partner.

L’obiettivo è rivelare il nostro amore ogni qualvolta lo sentiamo, anche mostrandoci vulnerabili. Dire “ti amo” anche esponendoci  al mutismo o allo scherzo, che sono altri meccanismi difensivi. Se sono centrato su di me e sui miei sentimenti, sarò comunque capace di esprimere tutto me stesso indipendentemente dall’altro.

Perché non c’è risposta da parte del partner?

L’amore si sviluppa e cresce in ognuno dei partner in modo diverso e con tempi diversi. Ogni persona è inoltre differente dall’altra. Ci sono personalità più introverse e riflessive, che prima di dichiarare il proprio amore fanno una profonda introspezione per essere certi di aver dato il giusto nome a ciò che provano e ci sono individualità più estroverse ed impulsive, che si accendono (e a volte si spengono) con ritmi più serrati e che magari oggi dicono facilmente “ti amo” e poi domani “ti odio” con altrettanta immediatezza. C’è chi associa alle parole “ti amo” un significato assoluto e chi invece le esprime in senso relativo (adesso ti amo, domani magari no). C’è chi le usa (e ne abusa) con l’obiettivo di conquistare e sedurre (e quindi non sono veritiere) e chi invece le esprime solo quando prova sentimenti molto intensi. Ci sono poi le diverse “propensioni personali” ad aprire il proprio cuore.

Il carattere “invaso”, ad esempio, ha difficoltà ad esprimere i propri sentimenti, perché staccato dal corpo e dalle emozioni, mentre “l’abbandonato” si prodiga in gesti tesi a conquistare l’affetto (che nascondono la paura di non essere amati) che non sono veri gesti di amore.
Se l’espressione del vostro amore non è corrisposta con altrettanta espressione verbale, è comunque sano e consigliabile essere aderenti al vostro sentire ed esprimerlo così com’è, dando al vostro partner il tempo di cui ha bisogno per aprirsi.
Ci sono casi in cui questa comunicazione inizia con un “ti voglio bene”, e poi passa ad “Amore mio”, oppure “Ti mando il mio amore”, “Amo quello che vedo in te”, e ad un certo punto arriva anche la dichiarazione diretta: “Ti amo”.

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Se il nostro partner ha difficoltà ad esprimere l’amore a parole o tramite palesi gesti amorevoli, non significa che non ci ama. E’ importante osservare e rispettare la personalità diversa dalla nostra e non aspettarci che il partner si esprima esattamente come noi.

Quello che conta è osservare le sue intenzioni verso di noi, perché la difficoltà ad esprimersi può essere legata ai suoi limiti. Esprimere l’amore indipendentemente dal partner, porta in se l’esempio concreto, in grado di aiutare il partner meno aperto a sciogliersi.

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    4 commenti
      • Gloria Di Capua
        Gloria Di Capua dice:

        Maria se vuoi troverai il nostro testo intero direttamente su amazon. Il titolo del libro è: Tu sei come una nuvola bianca.

        Rispondi
    1. m.gabriella
      m.gabriella dice:

      mi piace molto questa riflessione sulla comunicazione del proprio amore verso il partner.
      Io sono impulsiva,aperta ed esprimo da sempre facilmente il mio sentimento, mentre gli uomini della mia vita hanno sempre fatto difficoltà con le parole, il mio ex marito usava regali, il compagno da cui ho avuto un figlio ha descritto qualche volta su bigliettini il suo amore per me, un amore grande per me mi diceva di volermi bene……..ora so che ognuno a suo modo mi ha amato……

      Rispondi
      • Gloria
        Gloria dice:

        Grazie Gabriella per il tuo commento. Proprio come dici tu “si ama ognuno a proprio modo”, spesso non siamo così ricettivi a essere amati in modo diverso da quello che spesso è catalogato “giusto” nella nostra mente. Eppure amare è accettare l’altro così com’è, compresa la sua espressione spontanea d’amore.
        Gloria

        Rispondi

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