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Il partner giusto non esiste

Il partner giusto non esiste

Una nuova prospettiva su come similitudini e differenze tra partner incidano nelle dinamiche di coppia.

Un principio fondamentale della fisica afferma che due forze di segno opposto si attraggono, due di segno identico si respingono. Secondo alcuni psicologi lo stesso principio si applicherebbe anche in amore, dove la maggior attrazione sarebbe proprio causata dalle differenze e non dalle similitudini. Tuttavia questa caratteristica sembrerebbe valida solo in termini di attrazione fisica e non di solidità e durata del legame. Dunque la miglior calamita attrattiva sarebbe data dall’opposto, ma il miglior collante per far durare il rapporto nel tempo sarebbe costituito dalle similitudini tra le personalità dei partner.

Le cose stanno davvero così?

Non concordano Gloria Di Capua e Maurizio Lambardi, Counselor, life coaches e costellatori, coppia professionale e nella vita, si dedicano quotidianamente alla gestione dei problemi relazionali, integrando nel loro metodo di coaching, sia le tecniche orientali legate al Tantra ed alla meditazione, che quelle più occidentali come la terapia corporea, le costellazioni familiari e la consulenza sessuale.

«Non ci sono formule per definire la coppia perfetta – dissente subito Gloria – perché ogni abbinamento ha in sé sia le potenzialità per creare una relazione duratura che quelle per farla naufragare

«Essere attratti da persone uguali o diverse dipende molto dal nostro vissuto e dai nostri desideri personali – concorda Maurizio – chi ha bisogno costantemente di nuovi stimoli può essere più incuriosito e quindi colpito da un partner che sembri del tutto dissimile, chi poco gradisce i cambiamenti e gli imprevisti può invece sentirsi più preso da una persona affine. Ma siccome nessuno di noi è mai definibile interamente in un solo aggettivo, l’idea stessa di catalogarci lascia un po’ il tempo che trova

«E poi – rincara Gloria – non è detto che le coppie formate da partner “simili” con stessi gusti, stesse idee, stessi hobby e stesso modo di vivere la vita e l’amore siano più solide delle coppie composte, invece, da partner “contrari”, che in comune non hanno quasi niente. L’unica vera regola in amore è quella di essere sempre se stessi e di cercare col partner l’alleanza, mantenendo salde le rispettive diversità

La storia di Beatrice e Gianni

Beatrice e Gianni, dopo 8 anni di relazione, si sono affidati alle cure di Gloria e Maurizio, non senza aver prima tentato, con scarsi risultati, altri percorsi di crescita personale e cura della relazione. Possono essere considerati un valido esempio, quasi da manuale, di coppia di “opposti”. Gianni proviene da una famiglia molto aperta, ha viaggiato in lungo ed in largo fin dalla più tenera età, ha effettuato studi classici, ha un fisico atletico pieno di vecchie ferite lasciate dalle attività sportive, ha un animo avventuroso e curioso, eppure ha bisogno anche di isolarsi in ampi spazi aperti, di godersi i momenti di solitudine, di scegliere con chi essere brillante. Beatrice proviene invece da una piccola realtà di campagna, un paesino di 250 anime, dove tutti sanno tutto di tutti. Un ambiente chiuso, con la vita scandita dal ritmo delle stagioni e con il giudizio del prossimo onnipresente, pesante e condizionante. La sua educazione è stata molto rigida ed ogni suo desiderio è stato sempre soffocato, ha viaggiato pochissimo e lavora da sempre nel medesimo luogo. Beatrice è una donna allegra e solare, ama socializzare, è attratta dalle persone stravaganti, si immerge con gioia nelle feste, nell’allegra confusione, nelle discoteche. Adora la compagnia ma, al tempo stesso, è fortemente intimorita dal giudizio altrui. Di fronte alle critiche si chiude, diventando permalosa e diffidente. Quando ha conosciuto Gianni era separata ed aveva maturato la convinzione che convivenza e matrimonio fossero catene da evitare con ogni attenzione, per non perdere libertà ed individualità.

Gianni: «La nostra relazione, nonostante l’amore e l’affetto, era sempre preda del conflitto, sia nel quotidiano che nell’intimità. I vari supporti esterni non ci avevano affatto aiutato a gestirli. Eravamo ad un punto morto.»

Beatrice: «Il problema è stato fin da subito il mio “no automatico” a tutto. Respingevo ogni proposta di Gianni e mi sentivo assolutamente invasa. Attribuivo la colpa ai blocchi e alle limitazioni dettate dalla mia educazione restrittiva, ma il meccanismo era automatico e scattava senza che potessi fermarlo.»

Gianni: «Gloria e Maurizio ci hanno insegnato a comunicare meglio ma soprattutto ad ascoltare meglio. Quanto poco ascoltiamo sia noi stessi che gli altri! Crediamo di sapere tutto ed invece non sappiamo niente. Quello che siamo, nel bene e nel male, non è perché siamo sbagliati ma è solo il frutto del nostro passato… ci siamo creati un carattere che possiamo modificare… non cambiamo Gianni, non cambiamo Bea, cambiamo il loro carattere, il brutto del loro carattere. Rendersene conto è difficile, ma poi viene il lavoro vero. Se ci credi, se ami, ne vale la pena.»

Beatrice: «Con il percorso di Gloria e Maurizio ho capito che i miei blocchi non venivano dai genitori o dai vicini di casa ma da me stessa, dalla mia paura di smarrirmi e perdere la libertà. Oggi mi rendo conto che è sempre stato il timore di tornare nel recinto a far scattare i miei no, anche sul piano sessuale, con un conseguente calo di vitalità. Lo devo a Gloria e Maurizio. Sono stati loro ad inchiodarmi in qualche modo alla ricerca del perché. La loro capacità è quella di farti comprendere il motivo… sempre che si abbia la volontà di mettersi in discussione e poi ti insegnano ad esprimerti senza filtri, a dire davvero quello che senti. Una nudità emotiva che si riflette in quella fisica. Sono esperienze forti, coinvolgenti.»

Gianni: «Anche sconvolgenti. Per come sono fatto io sono esperienze che mi tolgono il respiro, ma mi fanno anche vedere come correre. Gloria e Maurizio non te la raccontano, ti tuffano dentro questi corsi che ti scatenano emozioni fortissime e ti ribaltano come un calzino… le chiacchiere vengono dopo che ti hanno messo a nudo. Se non avessimo iniziato ad affidarci a loro, circa un anno fa, non credo che oggi io e Bea staremmo ancora insieme, o magari ci staremmo trascinando per inerzia. Ed invece eccoci qui, con tanta voglia di fare, sia nel letto che fuori.»

Beatrice: «Mi sento decisamente meglio, la relazione è migliorata e ancora di più ne ha beneficiato il rapporto con me stessa. Sto riscoprendo la mia sessualità, sto imparando a godermi la vita e a godere del  mio corpo, ho riconsiderato la mia idea sul dovere e sul peccato, mi sento una persona nuova. Più vitale, più in grado di apprezzare le gioie

Gianni: «Questo percorso mi ha fatto riflettere ed ho capito che abbiamo perso tanto tempo ad ascoltare e seguire luoghi comuni privi di ragione, a farci condizionare dai tabù. Ecco perché, appena possibile, siamo entrambi dell’idea di suggerirlo a nostro figlio. Prima si libera di queste zavorre, meglio è.»

Beatrice: «È controindicato solo per chi non possiede l’umiltà di mettersi in discussione

Gianni: «C’è un bellissimo pensiero di Osho che può riassumere meglio di come possa fare io quello che Gloria e Maurizio ci hanno trasmesso, che è la gioia di aprirci ed amare davvero. Vorrei ricordarlo a tutti:

“Due persone si incontrano, due mondi si sono incontrati. Non è una cosa semplice, è una cosa complessa, è la cosa più complessa che esista. Perché ogni persona è un mondo a sé, un mistero complesso con un lontano passato e un eterno futuro. All’inizio si incontrano solo le periferie, ma se il rapporto cresce in intimità diventa più stretto, più profondo, allora, poco per volta, anche i centri cominciano a incontrarsi. Quando i centri si incontrano – questo è amore. Quando si incontrano le periferie è solo conoscenza superficiale… L’amore è molto raro. Incontrare una persona al suo centro vuol dire vivere in prima persona una rivoluzione, perché se vuoi incontrare una persona al suo centro dovrai permetterle a sua volta di raggiungere il tuo centro. Devi diventare vulnerabile, assolutamente vulnerabile, aperto. È un rischio. Permettere a un altro di toccarti nel centro è rischioso, è pericoloso, perché non si può sapere cosa l’altro può farti. E una volta che tutti i tuoi segreti sono noti, una volta che tutto il nascosto è svelato, una volta che sei esposto completamente, non si può mai sapere quello che l’altro farà. Ed abbiamo paura. Per questo non ci apriamo mai… … Io vi dico che ci sono due modi di vivere. Uno è vivere con la paura l’altro è vivere d’amore. Vivere con la paura non ti condurrà mai dentro un rapporto profondo. Ne rimarrai impaurito e non potrai permettere all’altro di penetrarti fino al centro. Fino ad un certo punto gli permetterai di entrare – poi scende un muro e si ferma tutto. Colui che vive secondo l’amore è persona religiosa. Una persona che vive secondo l’amore è una persona che non ha paura del futuro, che non ha paura dei risultati e delle conseguenze – che vive qui ed ora. Spesso si utilizzano maschere per nascondere le nostre lacune e i nostri difetti dei quali non facciamo partecipi il nostro partner poiché abbiamo paura che possano venire utilizzati a nostro danno. Occorre aprirsi e rischiare. Le maschere richiedono un grosso dispendio d’energia e creano divisione e incompletezza del rapporto.”»


Il percorso “Tantra & Amore”, attraverso i suoi corsi ed eventi esperienziali, è studiato appositamente per fornire concreti strumenti di crescita personale all’individuo ed alla coppia, per guardare le criticità con occhi diversi e superarle insieme.

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