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Che cos’è il Tantra?

tantra
Che cos’è il Tantra? Un insieme di pratiche e dottrine spirituali ed esoteriche di origine indiana volte a raggiungere l’espansione della coscienza e l’unione con il Tutto.
C’è un altro significato però legato a questo termine, che è importante approfondire e a cui dedichiamo questo articolo.
Il Tantra è considerato anche un insieme di opere sacre redatte in lingua sanscrita volte alla liberazione e al raggiungimento di poteri sopranormali.

Tantra e Tantrismo

Tantra e tantrismo sono argomenti su cui negli ultimi decenni si sono moltiplicati moltissimi studi approfonditi e un numero impressionante di equivoci e fraintendimenti, soprattutto a causa della nascita del Neo Tantra.

In particolare, nell’Occidente moderno i due termini vengono utilizzati con riferimento a pratiche e tecniche sessuali, che sono invece solo una delle componenti di questa antica disciplina.

I testi “apocrifi” dell’Induismo

Come ci spiega il prof. Raniero Gnoli nella prefazione della sua traduzione del libro Tantraloka del filosofo indiano Abhinavagupta:

“il nome di Tantra, nell’accezione comune del termine, abbraccia molteplici testi sacri, per lo più di ritualistica, estranei o anche in contrasto all’ortodossia brahmanica, elaborati in un arco di tempo che va dai primi secoli dell’era volgare fin quasi ai nostri giorni”.

Infatti, pur ispirando numerose dottrine indiane, i Tantra sarebbero considerati dalla tradizione induista “non ortodossi“, vale a dire non basati sui Veda, i testi sacri dell’Induismo.

A chi erano riservati i Tantra?

Tutti i Tantra, a qualunque genere appartengano, sono anonimi, in quanto sono considerati testi rivelati direttamente dalla Divinità.

I Tantra erano riservati a pochissimi eletti. I maestri rivelavano il contenuto di questa o di quell’opera ai pochi discepoli che ritenevano degni e sempre dopo l’iniziazione.

I discepoli erano essenzialmente di due tipi: quelli che ricercavano la liberazione e quelli che tendevano al godimento di poteri sopranormali o al raggiungimento della perfezione.

Quest’ultima era la via più ardua. L’adepto (sadhaka) difficilmente partecipava alla vita sociale, il più delle volte viveva ritirato in una foresta o girovagava come pellegrino per i luoghi sacri dell’India, studiando e perfezionando i mantra che gli erano stati passati dal maestro, strumento essenziale per ottenere i poteri desiderati.

La condizione degli aspiranti alla liberazione era, invece, compatibile con la vita di famiglia.

La ricerca della conoscenza, anch’essa lunga e difficile, era però per sua natura più sciolta, né appesantita dai voti e dai digiuni a cui si sottoponevano gli adepti, con una ostinazione e una perseveranza che oggi difficilmente possiamo immaginare.

A quali scuole di pensiero appartengono i Tantra?

I Tantra non appartengono a un’unica scuola né rappresentano un solo indirizzo di pensiero.

Culti diversi e per certi versi inconciliabili, come quello shivaita, quello buddhista e quello visnuita, vantano i loro Tantra.

L’unico denominatore comune che troviamo in tali scritture è il loro scopo dichiarato, che è uno soltanto, senza alcuna eccezione: offrire agli uomini un mezzo più adeguato e diretto di ottenere quei poteri sopranormali o perfezioni che gli indiani hanno sempre con tanta ansia ricercato, ma anche la liberazione definitiva dai mali dell’esistenza fenomenica, della trasmigrazione, della storia.

Tradurre in poche righe gli insegnamenti dei Tantra, le loro peculiarità a seconda del culto, dell’indirizzo di pensiero e della scuola è pressoché impossibile.

Per chi volesse veramente approfondire l’argomento e scoprire la vastità, la ricchezza, la profondità di pensiero dei Tantra, in particolare di quelli che fanno parte dello śivaismo tantrico del Kashmir, si consiglia la lettura dei seguenti testi:


Lilian Silburn, La Kuṇḍalinī o L’energia del profondo, traduzione di Francesco Sferra, Adelphi, 1997


Mark S. G. Dyczkowski, La dottrina della vibrazione nello śivaismo tantrico del Kashmir, traduzione di Davide Bertarello, Adelphi, 2013


Vijñānabhairava, La conoscenza del tremendo, traduzione e commento di Attilia Sironi, introduzione di Raniero Gnoli, Adelphi, 2002.


Abhinavagupta, Luce delle scritture (Tantraloka), a cura di Raniero Gnoli, UTET, edizione elettronica De Agostini, 2013.


Kamalakar Mishra, Tantra. Lo Śivaismo del Kaśmīr, traduzione di P. Zanoni, Lakṣmī, Savona 2012.


André Padoux, Tantra, a cura di Raffaele Torella, traduzione di Carmela Mastrangelo, Einaudi, 2011


Daniel Odier, L’Incendio del Cuore Il canto tantrico del fremito, Libreria Editrice Psiche 2013


Keith Dowman, La Danzatrice del Cielo La vita segreta e i canti di Yeshe Tsogyel, Astrolabio edizioni, 2013


Buona lettura.

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