, , , ,

Il potere della vittima e come influenza la tua vita

Il triangolo drammatico di S. Karpman teorizza che nelle relazioni, anche se i membri sono due, interpretano, però, tre ruoli diversi: il salvatore, il persecutore e la vittima. La loro relazione è di reciprocità in quanto la presenza dell’uno implica giocoforza quella degli altri. Nella co-dipendenza uno dei due membri della relazione può assumere anche due ruoli diversi, contemporaneamente.

La persona che si immedesima nel ruolo del salvatore avverte la necessità di aiutare l’altro, anche se questi non ne ha effettivo bisogno.

Il meccanismo vittima, carnefice e salvatore è un’altra dinamica che si impara da piccoli, così come i tratti del carattere; se in famiglia il bambino ha avuto a che fare con un adulto vittima, con un carnefice, o addirittura ha vissuto vicino a tutti e tre i comportamenti, li imparerà e li utilizzerà come strumenti nella propria vita.

Visualizziamo un triangolo con ai vertici tre personaggi; vittima in alto, in basso ai due estremi da una parte il salvatore e dall’altra il carnefice.

triangolo vittima carnefice

La vittima è il vero polo catalizzatore di questo sistema perché attira le energie degli altri due attori, del carnefice che dà attenzioni negative alla vittima, dirigendo tutte le attenzioni su di lei, e del salvatore che a sua volta si occupa della vittima con gesti di soccorso continui e dirigendo su di lei tutte le energie positive.

La vittima è il centro, riceve energie da tutto ciò che la circonda, sia energie negative (dal carnefice) che positive (dal salvatore); di solito la vittima controlla tutto il sistema perché attrae energia da salvatore e carnefice, in un circolo senza fine.

La vittima non è mai sazia, non smetterà mai di chiedere soccorso al salvatore e allo stesso tempo, se il carnefice se ne va, ne attrarrà un altro. Nelle coppie con meccanismo vittima-carnefice, infatti, spesso accade che, quando la relazione finisce, la vittima cerchi un altro carnefice per perpetuare questa situazione.

Non è detto che nello schema ci siano tre persone, potrebbero essercene soltanto due, perché carnefice e salvatore possono essere la stessa persona. Si verificano relazioni in cui il carnefice diventa salvatore, prima maltratta la sua vittima e, di fronte alla sua sofferenza, si redime, si prende cura di lei, per poi diventare nuovamente il suo carnefice se qualcosa lo indispone.

È possibile inoltre che il continuo spostarsi da salvatore a carnefice generi nel soggetto un crollo di energia; può allora accadere che la vittima diventi salvatore del partner che prima era carnefice o salvatore a sua volta.

Spesso la vittima non è tale solo nei confronti del partner, ma lo è nei confronti della vita in generale. Nell’adottare questa posizione una persona porta con sé una esperienza in cui “si lascia fare del male, subisce” e crede di non avere il controllo delle situazioni. È un aspetto molto condizionante, poiché tende a colpevolizzare gli altri, oltre che a far sì che la vittima non si prenda la “responsabilità” della propria vita e delle proprie vicende, ponendosi nel ruolo di “martire”. Spesso si verifica in modo inconscio e con l’inconsapevole orgoglio di esserlo.

Le classiche frasi della vittima sono:

  • Non ci riesco
  • Non ce la faccio
  • Non posso
  • Sto soffrendo
  • Nessuno mi ama.

La vittima tende a trasferire la responsabilità dei suoi problemi all’altro, alla relazione, al partner, ai propri figli, al destino, alla vita stessa che è stata ingrata.

Come interrompere questi meccanismi molto frequenti nelle relazioni?

È fondamentale non assecondare la vittima in questo bisogno estremo e continuo di attenzioni, che le impediscono di essere protagonista della propria esistenza. La vittima può chiedersi qual è la propria parte di responsabilità per le proprie sofferenze e cosa non fa per uscirne, ha la possibilità di comprendere che la felicità è nelle proprie mani e non deve dipendere dall’altro; di fronte a un partner carnefice non è necessario rimanere, ma è possibile riacquistare la regia della propria vita, allontanandosi. Per spezzare i vincoli la vittima può semplicemente domandarsi: “Cosa posso fare per uscirne? Cosa è in mio potere? Quali sono le mie responsabilità in questa situazione?”

Anche il salvatore può aiutare la vittima a prendere in mano le redini della propria vita, utilizzando parole stimolanti come:

  • Io ci sono
  • Sono disponibile, ma non ti darò soccorso in maniera spontanea
  • Posso darti supporto, ma solo se me lo chiedi, solo se fai tu il primo passo verso te stesso e verso di me.

Il percorso “Tantra & Amore”, attraverso i suoi corsi ed eventi esperienziali, è studiato appositamente per fornire concreti strumenti di crescita personale all’individuo e alla coppia, per guardare le criticità con occhi diversi e superarle insieme.

Se quanto scritto ti incuriosisce puoi contattarci per qualsiasi approfondimento o informazione.
Ti ricordiamo che puoi consultare il Calendario di tutti i nostri eventi e, dalla stessa pagina, iscriverti direttamente.

Interagiamo volentieri anche su tutti i canali social.

Se poi vuoi ricevere notizia dei nostri articoli più importanti e degli eventi che realizziamo nel corso dell’anno allora ti invitiamo a iscriverti alla nostra newsletter nel form sottostante.

tantra & amore

 

Vuoi scoprire il nostro Programma Tantra & Amore?
Compila il form qui sotto!

Voglio rimanere aggiornato con le iniziative iscrivendomi alla newsletter

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *