Il partner non è una proprietà

Il partner non è una proprietà e non è scontato, anche se molti sono convinti del contrario, complice una certa mitologia persistente, che vede nel riconoscersi quali anime gemelle, nell’avvenuta “conquista”, un punto di arrivo, un “appartenersi” per sempre, senza che ci sia bisogno di fare niente di specifico per far funzionare la relazione.

Ecco allora quella convinzione che il partner sia una proprietà, che sia scontato che ci ami, che ci sorrida e che sia sempre lì ad aspettarci. Qualcuno, più di una volta, ci dice: “Potrebbe arrivare chiunque e farmi perdere la testa, proprio sotto il naso del mio partner, lui non si accorgerebbe di niente, perché neanche lo ritiene possibile”.

Questo è un grave errore nelle relazioni sentimentali, perché la verità è che il partner non è una proprietà, non è un oggetto acquistato, che resta vostro per sempre, il partner resterà con voi fino a che starà bene insieme a voi. In una relazione sana ci si sceglie giorno dopo giorno.

Il partner non è di proprietà nemmeno sul piano sessuale. Dal momento che ci sposiamo o conviviamo o ci impegniamo, tu sei mio/mia e quindi farai sesso solo con me, che ti piaccia o no la vita sessuale insieme.

È un altro grave errore relazionale, perché l’esclusività sessuale è anche essa una libera scelta e non è scontata né implicita nel legame relazionale, come dimostrano le statistiche sulle infedeltà coniugali. Anche in questo caso, il partner farà sesso con noi fino a quando la sessualità condivisa sarà piacevole.

La soluzione non è fare in modo che il partner sia nostro, fare terra bruciata intorno a lui/lei, oppure attuare manipolazioni che lo vincolino senza scampo, o magari costringerlo al matrimonio per obbligarlo a restare per sempre. La via sana è lasciare libero il partner e dargli un motivo per tornare ogni volta, far si che ci scelga ogni istante, eppure lasciargli la scelta di andare quando vuole. La via efficace è creare impegno nella relazione e non pensare che dal momento che stiamo insieme e tu sei mio/mia e che ci “si ama”, non è necessario fare nulla.

L’amore duraturo non è spontaneo, richiede impegno e la volontà di stare insieme, richiede disciplina.

Mettersi in discussione sul piano personale, avere cura di noi stessi e del partner, non far sentire scontato l’altro sono le condizioni di base affinché il nostro partner scelga noi, piuttosto che qualcuno di più interessante.

Superata la prima fase dell’innamoramento, dove tutto naturalmente è “meraviglioso”, erroneamente si continua a seguire la “spontaneità” senza curare l’impegno, il quale viene sempre meno, fino a scomparire. C’è questo falso mito che “in amore i gesti devono essere spontanei” e che la relazione debba funzionare da sola, in modo automatico, perché “ci si appartiene”.

Le frasi d’amore e l’interesse mostrato al nostro partner nella fase iniziale del rapporto, i gesti di cura e attenzione, i baci e i gesti d’affetto vengono sempre meno perché non sorgono più “spontaneamente” e non accade perché manca la tempesta biochimica che ci stordisce nei primi tempi dell’innamoramento. Seguendo il falso mito della spontaneità a tutti i costi, i partner non fanno nulla per continuare a mostrarsi cura e interesse reciproco, al contrario, la vicinanza fa emergere le difese caratteriali di entrambi e li fa indurire, irrigidire e allontanare. Attenzione, attrazione, coccole e baci vengono sempre meno esternati, il sesso diventa meccanico, la passione si spegne ed i partner inesorabilmente si sentiranno poco desiderati e apprezzati. A questo punto la relazione finisce oppure uno o entrambi vanno a cercare all’esterno del rapporto quello che non trovano più al suo interno.

Dare tutto per scontato è un errore. Mangiare insieme al partner, guardarlo negli occhi, parlare con lui, dedicargli un sorriso, una parola o un gesto di amore o semplicemente dirgli “grazie per questa cena che hai preparato per me” sono elementi importanti, che vanno coltivati, come coccole, baci, carezze, gesti d’affetto e tenerezza.

Le analisi degli studi sulle relazioni amorose che durano a lungo in armonia, intimità e passione evidenziano alcuni modelli di comportamento che le coppie rispettano:

  • entrambi i partner pensano gli uni agli altri positivamente anche nei momenti di conflitto.
  • si sostengono a vicenda nella crescita personale e nello sviluppo.
  • si impegnano ad avere esperienze condivise in cui possono imparare e migliorarsi.
  • si impegnano ad andare oltre la difesa caratteriale, favorendo gesti di amore, cura e attenzione l’uno verso l’altro

Migliorare noi stessi, le nostre relazioni e crescere insieme è possibile attraverso la crescita interiore, il coinvolgimento emotivo, e la cura di noi stessi e del partner.

L’impegno e la consapevolezza coltivano l’amore, mentre la “spontaneità” lo distrugge.

Il partner non è tua proprietà, starà con te finché starà bene con te, ed è libero di scegliere per il proprio benessere e la propria libertà.

Se creiamo delle condizioni ostili al partner, dobbiamo anche assumerci la responsabilità delle conseguenze: in quanto essere libero, il partner potrebbe scegliere un altro partner e condizioni di maggiore benessere, armonia e intimità.

Alcune coppie che si rivolgono a noi, non solo non assumono alcun impegno reale per migliorare le condizioni di armonia, sintonia e intimità della relazione, ma presumono che il partner sia obbligato a stare nella relazione “nonostante tutto” e allora cercano di obbligare, ingabbiare e controllare il partner.

Questa non è una strada efficace. Non fare nulla per rendere speciale e armoniosa la relazione, non impegnarmi per rendermi speciale agli occhi del partner, agire con forza o indifferenza là dove non riesco ad arrivare è il modo migliore per distruggere una relazione e non per farla funzionare.

Qual’è il vostro modo di agire attuale? Appartenete a coloro che ingabbiano, costringono, obbligano, controllano, oppure impiegate le vostre energie e qualità per essere cosi speciali da far si che lei/lui possa scegliervi ogni mattina che si sveglia, ogni momento della giornata? Quanta cura e attenzione ponete verso il vostro partner anche se non è “spontaneo”? quanti momenti di piacere e affetto create nella vostra relazione affinché sia sempre viva? Quanti gesti regalate al partner per non farlo sentire “scontato”, ma “speciale”? Inoltre: avete ancora voglia di stare insieme e impegnarvi, o preferite adagiarvi? Cosa vi limita a prendervi l’impegno per cambiare una situazione, piuttosto che subirla? Lasciate che il vostro “carattere” abbia la meglio sulla relazione d’amore, o avete voglia di mettervi in discussione, per avere un atteggiamento più amorevole verso il partner?


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