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I benefici della meditazione

I benefici della meditazione
«Meditazioni Tantra & Amore» libro + CD è una raccolta di meditazioni tantriche, selezionate dai maestri Gloria di Capua e Maurizio Lambardi. Sono meditazioni potenti ma semplici, adatte a tutti, da fare da soli o con il partner, con la comodità della voce guida. Vi basta un lettore CD e un po’ di privacy e potete ricavare ovunque il vostro momento sacro di benessere.
Quante volte vi capita di dimenticare qualcosa di importante o di urgente da fare? Quante volte vi sentite sovraccarichi di impegni e vi affannate nella paura di non riuscire a portarli a termine? E quante volte questo stato d’animo vi induce a sbagliare o rallentare o reagire in maniera inopportuna con i colleghi, gli amici, i figli o il partner? È la sindrome della nostra epoca, in cui siamo frammentati da compiti assai diversi e da troppe cose da fare. Il rimedio, secondo numerose ricerche scientifiche, è la meditazione, una disciplina che risulta essere una vera e propria “ginnastica” per il cervello, calmando la mente e allenando l’attenzione.
La parola meditare deriva dal latino, meditàri e propriamente significa misurare con la mente, volgere nell’animo. Si tratta di una pratica antichissima, modulata in infiniti modi, che sostanzialmente consiste nell’allenare la propria mente (e la propria attenzione) a connettersi con se stessi, col proprio respiro, con tutte le percezioni corporee, per rilassare ogni parte del fisico e quindi posarsi sul “vuoto”, cioè raggiungere uno stato neutro, totalmente privo di pensieri.
Non è difficile comprendere come una simile disciplina costituisca un vero e proprio “reset” del corpo e della mente, in grado – per la sua stessa natura di pausa totale – di alleviare i sintomi di stress, ansia e depressione, di fornire quindi un certo sollievo da tutti quei disturbi del corpo causati dalle somatizzazioni. Allenare la mente all’attenzione consapevolmente diretta migliora inoltre la capacità di concentrazione, con ricadute molto positive sulle abilità cognitive e sulla memoria.
Ci sono numerosi altri benefici, scientificamente dimostrati, ne elenchiamo alcuni:
  1. Fa bene al cervello. L’Università di Harvard ha testato con la risonanza magnetica i cervelli di un gruppo di studenti dopo 8 settimane di meditazione assidua, evidenziandone l’ispessimento della materia grigia sia nelle aree cerebrali associate con la consapevolezza del proprio corpo e con la compassione per il prossimo, sia nella corteccia prefrontale, responsabile di alcune funzioni cognitive superiori, come la capacità decisionale e la concentrazione, mentre è diminuito il volume dell’amigdala, associata allo stress e alla paura.
  2. È antinfiammatoria. Uno studio statunitense, spagnolo e francese del 2013 ha dimostrato come 8 ore di intensa meditazione praticata da esperti possano disattivare alcuni geni legati all’origine dei processi infiammatori. Uno studio olandese del 2014 ha dimostrato anche che la meditazione stimola il sistema nervoso simpatico a rilasciare sostanze antinfiammatorie.
  3. L’università di Singapore ha studiato la meditazione Tummo, effettuata da un gruppo di monaci tibetani, riscontrando che i praticanti hanno innalzato sensibilmente la propria temperatura corporea, al punto che alcuni di loro hanno asciugato le lenzuola bagnate avvolte attorno ai loro corpi, nonostante la temperatura ambientale fosse di – 25°. L’aumento della temperatura corporea è stato misurato tra 1,2 e 6,8 gradi. Una meditazione molto simile è inclusa in «Meditazioni Tantra & Amore».
  4. Abbassa la pressione. Favorisce il rilascio di ossido nitrico nel sangue, rilassando così i vasi sanguigni e abbassando in tal modo la pressione.
  5. Rallenta l’invecchiamento cellulare. Diversi studi, tra cui uno californiano, hanno dimostrato come la meditazione migliori l’attività dell’enzima telomerasi, che ricostruisce e allunga i telomeri, sequenze di DNA situate alle fine dei cromosomi. Poiché l’invecchiamento delle cellule avviene quando i telomeri si accorciano e smettono di dividersi, preservarne la lunghezza significa mantenere le cellule “giovani”.
  6. È più riposante del sonno. Uno studio del 2006 ha verificato che i livelli di allerta di chi ha meditato sono superiori del 10% rispetto a chi ha dedicato lo stesso tempo ad un breve pisolino o a guardare la TV.
  7. Toglie i dolori. Le scansioni cerebrali hanno dimostrato che a parità di esperienza dolorosa, chi medita prova meno dolore di chi non medita. La ragione sarebbe in parte nella riduzione delle connessioni cerebrali tra corteccia anteriore cingolata (associata ai sentimenti negativi che rendono il dolore fisico ancora più insopportabile) e parti della corteccia prefrontale, responsabile di gran parte delle esperienze di autoconsapevolezza corporea. In altre parole: chi medita non aggiunge la componente emotiva che amplifica la percezione dolore fisico. Ma c’è di più: meditare insegna a focalizzare l’attenzione, che si traduce nella capacità di mandare sullo “sfondo” quello che non si desidera sentire, come i dolori, per esempio, ottenendo un effetto analgesico che secondo il neurobiologo americano Fadel Zeidan è superiore a quello della morfina.
  8. Allevia i sintomi della menopausa. Studi del 2010 hanno riscontrato che le pratiche meditative attenuano  le “vampate” di caldo, i disturbi dell’umore e del sonno ed i dolori tipici della menopausa.
  9. Fa ammalare di meno. I linfociti CD4 T coordinano tutto il nostro sistema immunitario e la meditazione è efficace sul loro potenziamento, perfino nei soggetti sieropositivi.
  10. Aumenta la produttività. Calmare la mente e migliorare l’attenzione fa diventare più produttivi, perché permette di subire meno distrazioni e dispersioni, riuscendo a individuare e seguire le priorità. La meditazione coltiva inoltre il “pensiero divergente”, mantiene cioè la mente aperta alle idee che arrivano, include le intuizioni creative. Non a caso in Gran Bretagna e negli Stati Uniti esistono da tempo programmi aziendali per far meditare i dipendenti ed i manager.
  11. Rende più gradevoli. La meditazione diminuisce la reattività emotiva, come dimostrato in uno studio del 2007, aiutando a gestire emozioni negative come frustrazione, rabbia, amarezza e delusione. Aumenta inoltre l’empatia, come conseguenza di una migliore comprensione di se stessi e dei propri sentimenti. Questo comporta una minore propensione al conflitto fine a se stesso ed una migliore capacità di relazionarsi con gli altri.
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