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Elaborare, interpretare e rivivere i sogni

Elaborare, interpretare e rivivere i sogni

Dalle varie teorie in merito all’attività onirica derivano molte tecniche per elaborare, interpretare e rivivere i sogni.

Il primo passo comune a tutte le tecniche è quello di invitare il sognatore ad esporre verbalmente il contenuto del proprio sogno.

La tecnica gestaltica di approccio ai sogni di Fritz Perls prevede

  • Come primo passo il racconto del sogno.
  • Il secondo passo: quello di rianimarlo con un cambiamento grammaticale, trasformando il tempo passato in tempo presente, raccontando cioè il sogno come stesse accadendo in questo momento.
  • Il terzo passo: quello di assumere il ruolo del direttore di scena e di creare l’atmosfera del sogno.
  • Il quarto ed ultimo passo: quello di diventare attore, scenario,  il sogno stesso.

L’originalità del procedimento di Perls consiste nel fatto che, così facendo, prendono vita anche oggetti inanimati nei quali il sognatore si immedesima parlando come se ne avesse assunto i connotati. Perls inoltre pone attenzione sia alle emozioni, che considera il motore principale del nostro comportamento, sia alla mimica, alla gestualità, all’atteggiamento corporeo del sognatore. Con il suo metodo, il sognatore assume alternativamente le diverse parti del sogno e fra queste possono avvenire dei veri e propri dialoghi. Secondo Perls non è necessario rielaborare ogni elemento o avvenimento onirico, ci si ferma nel momento in cui il sognatore ha ottenuto almeno un messaggio esistenziale.

James Hillman suggerisce ancora un altro metodo

con il quale coltivare il mondo del sogno e dell’immagine, che è brevemente descritto in tre fasi:

  • La prima fase è un rapporto amichevole con il sogno, che inizia con il semplice tentativo di ascoltarlo, facendo caso alla tonalità emotiva del sogno, allo stato d’animo al risveglio, alle reazioni emotive del sognatore nel sogno, al piacere, alla paura o alla sorpresa.
  • La seconda fase è quella di restituire energia alle fantasie, attivarle, dotarle di libido, di interesse, di attenzione e di amore, in modo che possano assumere una propria vita spontanea ed intensa. Questo amore trasforma le pure immagini in presenze, fa di esse degli esseri viventi, che diventano poteri, spiriti, dei.
  • La terza fase, come dice lo stesso Hillman, è gratuita: “il mondo interiore non solo comincia a prendersi sempre più cura di sé, producendo delle crisi e risolvendole all’interno delle sue trasformazioni, ma si prende anche cura di te, delle preoccupazioni dell’io e delle pretese dell’io

Peter Schellenbaum suggerisce invece un altro approccio al mondo dei sogni.

Per prima cosa il sognatore viene invitato a raccontare il proprio sogno. Durante il racconto è possibile porre attenzione al tono emotivo, ai segnali corporei che vengono espressi. Con domande il sognatore viene incoraggiato a fare associazioni, notare corrispondenze fra sequenze oniriche ma senza fare interpretazioni. Attraverso il dialogo, l’identificazione con l’io onirico o l’identificazione con un altro personaggio onirico, il sognatore viene condotto ad un rituale spontaneo, durante il quale l’improvvisazione espressiva, frutto della coscienza sensibile del proprio corpo, viene fatta evolvere fino alla sua completa espressione e risoluzione. Questa tecnica può essere utilizzata sia per i sogni definiti da Schellenbaum complessuali sia per quelli creativi, i primi espressione di una relazione interna di dissidio con il mondo, i secondi caratterizzati da un sentimento di individuazione (una risposta, una comprensione personale) e da una sensazione di appagamento che si fa strada nel corpo.

Tante possono essere le modalità per rivivere un sogno.

Mi piace ciò che afferma a questo proposito James Hillman nel suo libro “La ricerca interiore” e che voglio citare:

Colui che ama la psiche, proprio per il suo atteggiamento palesemente inconsapevole ed umile nei confronti del sogno, ha la possibilità di asserirne il valore, di dare riconoscimento alla sua importanza, indipendentemente al contenuto del sogno. Anche solo con questo atteggiamento, può affermare e riconoscere questo prodotto dell’anima, dando così valore e importanza all’anima stessa, alla sua funzione creativa, simbolica, capace di suscitare un timore reverenziale. E’ una benedizione dell’anima e per il suo sogno, e per colui che sogna, essere affermati e riconosciuti in questo modo.”


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