Dominio e sottomissione

Da disagio a risorsa tantrica per la relazione

Per il Tantra e per ogni percorso di crescita personale e relazionale, tutti i problemi dell’intimità fisica ed emotiva con l’altro sesso sono una derivazione della nostra relazione di attaccamento primario, di come abbiamo processato la fase di separazione dalla mamma e di definizione e costruzione della nostra identità.

L’uomo, in particolare, attraversa in questo percorso un momento in cui deve distanziarsi anche sessualmente dalla figura materna, definendo la sua mascolinità. Non è un caso che i bambini vivano un certo periodo a ridosso della pubertà, nel quale manifestano “disgusto” per tutto ciò che è femminile. L’elaborazione di tale delicato momento transitorio, influenza la costruzione del senso di mascolinità e la sicurezza della propria mascolinità.

Anche l’identità ed il piacere femminile sono influenzati da quanto accaduto in età infantile e prepuberale, da come è stata processata la separazione dalla mamma e la condivisione del papà.

Ovviamente entrano in gioco altri fattori, come l’esempio fornito dalla relazione genitoriale e le dinamiche familiari, il rapporto tra pari ed eventuali disagi nelle prime esplorazioni del proprio corpo e della propria sessualità, il sistema di credenze familiare, i tabù, le convinzioni limitanti e la costruzione dell’autostima. Si tratta di fardelli che il Tantra raccomanda di eliminare, nel percorso che conduce all’accesso alla propria vera natura e ad una sessualità divina.

Nella sfera sessuale e in generale nel rapporto relazionale sentimentale, questo insieme di strascichi dal passato si traduce in sensi di colpa, fantasie represse, autocondanna inconsapevole e quindi rigidità corporee ed emotive, aggressioni e sabotaggi inconsapevoli contro se stessi e contro la relazione.

Il seminarioLe ombre della passione” del percorso “Tantra e Amore” è una delle tappe più trasformative ed importanti del viaggio che porta dalla relazione primitiva a quella evoluta. È il momento in cui i partecipanti hanno la possibilità di portare alla luce i propri demoni relazionali più oscuri e affrontarli.

Ogni relazione implica un bilanciamento di poteri e spesso è proprio il raggiungimento di questo importante equilibrio a minare la relazione stessa e a trattenerla in un livello primitivo dove il piacere di stare insieme, da ogni punto di vista, è destinato ad assottigliarsi progressivamente, fino a spegnersi del tutto.

Il seminario tantrico mette a disposizione una serie di strumenti per affrontare l’ombra specifica che i partecipanti evidenziano. Uno di questi strumenti è l’uso controllato ed in totale sicurezza dei giochi di ruolo di dominio e sottomissione.

Questo strumento tantrico si rivela di grande utilità quando la relazione è sabotata da:

– uno sbilanciamento di potere o dalla paura che ciò avvenga,
– una fantasia inconfessata e repressa con annessa vergogna e senso di colpa,
– un desiderio inarrestabile di voler controllare tutto che impedisce di “lasciarsi andare”
– la paura dell’intimità emotiva e fisica
– la paura di non essere “un buon amante”
– la paura di essere cattivo/cattiva
– la paura di non essere sessualmente attraente
– la paura di non essere abbastanza virile
– la paura di essere troppo “peccaminosi”

Qualche esempio per meglio comprendere.

Sottomettersi ed essere costretti a subire le attenzioni erotiche del partner può consentire di provare molto piacere ad una persona inibita dalla paura di essere peccaminosa, o da quella di non sapere cosa fare, o da quella di non essere all’altezza o da quella di essere “cattivo”. Dovendo solo eseguire le istruzioni, viene eliminato all’origine ogni pensiero disturbante sul cosa bisogna fare dopo, su come l’altro possa rimanere male per qualcosa che si fa o non fa. Il risultato può essere estremamente liberatorio. Tutte le preoccupazioni e gli oneri connessi col potere vengono delegati e ci si sente autorizzati a dissociarsi dalla propria mente iperattiva per sprofondare nelle sensazioni fisiche e contattare il corpo.

Dominare e sottomettere può consentire di provare estremo piacere a chi ha paura di essere sottomesso, di non essere abbastanza virile o di non soddisfare le aspettative del partner.

Per tutti, inoltre, soprattutto se del tutto estranei a tali giochi di ruolo, confrontarsi con le fortissime emozioni che vengono generate dal compiere e subire azioni di sottomissione e di dominio, consente di chiarire in modo velocissimo ed inequivocabile i propri conflitti interiori, il proprio mondo di ombre. Si tratta di un principio profondamente tantrico: sconvolgere per evidenziare, evidenziare per scardinare.
A volte è un potente canale, che ha successo dove altri approcci falliscono, per rilasciare emozioni represse, per riuscire a piangere, per scaricare lo stress e perfino per riuscire a sentire il proprio corpo.

Questi giochi, inoltre, si basano in modo maniacale sull’accordo tra le parti, che giunge fino ai minimi dettagli dell’esperienza e include gesti e parole di sicurezza che determinano l’immediata interruzione di ogni attività che provoca disagio, trasformando un istinto di dominio innato in un’espressione simbolica di quello stesso istinto fondata sulla sicurezza e focalizzata sul provare piacere senza allontanarsi dal benessere dell’altro.