Nella relazione, e generalmente nella fine di una storia d’amore, entra pesantemente in gioco il carattere dei due partner, o meglio la loro difesa caratteriale. Di cosa si tratta?

Quel che ci accade nei primi anni di vita, ci fa creare un sistema difensivo caratteriale, che serve a proteggerci nei momenti difficili.

Un figlio secondogenito, ad esempio, prevaricato da un fratello più grande e ferito continuamente per il suo essere più limitato e più soggetto al pianto per via dell’età inferiore, può sviluppare un sistema difensivo che lo induca ad occultare e reprimere le sue lacrime, e ad “aver fretta” di crescere, a dover “dimostrare” di valere, colmando quella differenza di età che lo fa soffrire.

Se la strategia ha successo, nel limitare e circoscrivere le prevaricazioni del fratello maggiore, quel “non piangere” e “non mostrare le vulnerabilità” possono diventare imperativi inconsci nei rapporti relazionali.

Analogamente può accadere che un bimbo che ottiene tutto ciò che vuole solo scoppiando a piangere, adotti questo meccanismo automatico anche da adulto, ogni volta che nelle relazioni si trova di fronte ad un “no”.

O ancora un figlio a cui sono state fatte molte promesse per “farlo stare buono” e poi tali impegni non sono stati mantenuti, sarà probabilmente un adulto che si aspetterà “la fregatura” e non darà alcun valore alle promesse del partner o ad accordi relazionali.

I meccanismi automatici possono essere infiniti, tutti accomunati dall’essere nati nei primi anni della nostra vita, quando erano utili e funzionali. Non sempre restano utili e funzionali in età adulta, anzi possono risultare addirittura sabotanti in una relazione sentimentale.

Ad esempio potremmo tendere occultare al partner che alcuni dei suoi atteggiamenti ci fanno soffrire, accumulando delusione, risentimento e dolore nel momento in cui i medesimi si ripeteranno, cosa che accadrà per il semplice motivo che il l’altro non ha modo di sapere che ci ha feriti. Non può saperlo se non lo informiamo con chiarezza, o se addirittura nascondiamo la ferita dietro una maschera impassibile. Il partner non è un veggente e non è neanche telepatico.

Oppure potremmo impostare le nostre relazioni sentimentali sul bisogno di dimostrare che si è “bravi” che “si vale”, comportandoci da perfetti compagni, manager della casa, istruttori dei figli. Anche questo minerà la relazione, basandola su qualcosa che non corrisponde alla nostra vera essenza, ma che è frutto della nostra risposta caratteriale difensiva ad uno stimolo.

Tutti abbiamo degli schemi difensivi, la loro esistenza è qualcosa di assolutamente naturale, parte del processo di apprendimento. Quello che non sempre accade è che si riesca a distinguere tra noi stessi ed i nostri scudi caratteriali.


Io e il mio carattere” è un corso utile per comprendere queste dinamiche, riconoscere il proprio sistema difensivo e osservare come influenza il proprio benessere e le proprie relazioni.

Si svolge nei pressi di Volterra, tutti gli anni.

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