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Ci eravamo rassegnati all’insoddisfazione sessuale

insoddisfazione sessuale

Non è facile superare la timidezza, ma la gratitudine che provo per voi e la speranza che quello che sto per condividere possa aiutare altre persone, è davvero un forte stimolo che mi spinge dare la mia testimonianza. Su di voi e sull’efficacia che il vostro metodo ha dimostrato per la mia esperienza diretta.

Pur amando e rispettando il mio compagno, avevo progressivamente perso interesse per la sessualità, ed ogni volta che lui cercava di stimolarmi con nuove idee e fantasie, finivo per irrigidirmi ancora di più, infastidendomi e perfino arrabbiandomi.

Ero attaccata a delle idee su “come doveva essere”, o meglio su come “non doveva” essere, e per questo lo volevo in qualche modo diverso, ma non trovavo il coraggio neanche di dirglielo, perché me ne vergognavo. Mi irrigidivo, smettevo di provare piacere, lo forzavo a tornare ad una posizione più gradevole ed ordinaria, ma ormai il piacere non tornava, e mi arrabbiavo, perché dovevo “ricominciare da capo” e non ci riuscivo e così… spesso non vedevo l’ora che finisse ed ovviamente finiva in modo insoddisfacente. Qualunque suo gesto o approccio inconsueto mi procurava questa reazione, unita a fastidio e disagio, gli davo la colpa del mio mancato appagamento e mi sentivo anche in colpa perché pensavo questo di lui, rendendomi conto che, sotto certi aspetti, non riuscivo ad accettarlo, né a parlargli serenamente del problema.

Così le nostre esperienze sessuali divennero sempre meno frequenti e sempre più deludenti. Era un po’ come un circolo vizioso: meno mi piaceva, più evitavo, e quando mi sentivo un po’ più favorevole, era lui che evitava perché si sentiva sbagliato e non all’altezza della situazione, tanto quanto me.

Non sapevo proprio come fare e anche il mio compagno provava il mio stesso smarrimento, aveva le mie medesime paure e non riusciva a capire come aiutarmi ed aiutarci.

Alla fine, col passare degli anni, ci eravamo entrambi rassegnati ed avevamo finito tacitamente con l’accettare quello che appariva un dato di fatto, godendoci gli altri aspetti soddisfacenti del nostro rapporto… ma la sessualità era un punto assai dolente, come una brutta nota molto stonata in una bella canzone. Non ti fa disprezzare la melodia, ma ogni volta che l’ascolti ti disturba, vorresti che non ci fosse, e anche se fingi di non averla sentita, sai che c’è, che continua ad esserci e che non ci sta bene. Ora so che il nocciolo del problema era proprio l’assenza di una comunicazione onesta e propositiva. So che non volevo accettare che si dovesse parlare anche “di quelle cose”, so mille paure mi bloccavano, la più grande di tutti era di farlo soffrire, di farlo sentire inadeguato e quindi di perderlo. In realtà l’ho sempre saputo, ma non lo accettavo. Preferivo rimanere nel problema, spiacevole ma senza rischi, anziché proiettarmi verso la soluzione, affrontandone le conseguenze.

Poi, un giorno, la coincidenza che ha cambiato tutto. Quell’articolo trovato per caso, che parlava di una coppia che proponeva un percorso con il Tantra.

Io e Luca a spulciare quel sito internet, inizialmente per pura curiosità e poi la sorpresa, che nessuno dei due cambiasse argomento e liquidasse il tutto con un semplice “non è per noi”, quindi la speranza, quel timido ed imbarazzato “perché no?”.

 

Non dico che sia stato facile, perché niente di importante lo è mai davvero, ma è stato “naturale” e liberatorio, nella sua durezza. Ho riconosciuto ed accettato i miei limiti, i miei condizionamenti, le mie difese, i miei schemi limitanti, quelli che fanno “scattare” l’interruttore che comanda al mio corpo di irrigidirsi, ostacolando il piacere. Ed ho capito come affrontarli. Non dico che il meccanismo sia stato debellato, perché il primo istinto, proprio durante il rapporto sessuale, è sempre di tensione, ma, grazie a voi, ora so perché succede e cosa fare ed anche come, progressivamente, gestirlo. Ed è meraviglioso constatare come piano piano il mio corpo diventi sempre più accogliente verso il mio compagno.

Ho imparato ad apprezzare ed accogliere quello che Luca mi può donare. Ho imparato a comunicare con lui, anziché tacere ed aspettarmi che capisca da solo quello che desidero o non desidero. Ho imparato a proporre con onestà anziché giudicare e non dire. Ho capito quello che mi sfuggiva da anni: il rapporto sessuale non è diverso dagli altri aspetti della vita di relazione e quello che fa funzionare l’interazione fuori dal letto è efficace anche tra le lenzuola.

Con questa consapevolezza il nostro rapporto ha incontrato nuove possibilità mai viste prima. Ho imparato soprattutto ad accogliere me stessa, perché sono meravigliosa anche io, con tutte le mie imperfezioni. Ho capito come sentirmi e quindi come sentire.

 

Non dico che ora sia tutto risolto, ma vi assicuro che la differenza fra il prima ed il dopo è netta.

 

Dopo tanto tempo ho ricominciato a provare piacere, ad essere disponibile, a mettermi in gioco. Ad aprirmi quando mi verrebbe spontaneo contrarmi. Sento di essere sul giusto percorso e soprattutto sento che un peso enorme, del quale non ero neanche del tutto consapevole, si sta lentamente dissolvendo. Quella “nota stonata” sta rientrando nella melodia. E per me, per noi, è quasi un miracolo, una magia.

 

Ecco il motivo che mi spinge a ringraziarvi, con tutto il cuore, per l’aiuto che mi avete fornito, soprattutto per l’approccio umano, di comprensione e non di giudizio.

È difficile essere disinvolti, come siete voi, quando ci si muove in un settore carico di tabù e condizionamenti come la sessualità, in una sfera talmente intima e delicata che solo una grande professionalità ed un tocco che sa essere insieme deciso e rispettoso, può destreggiare non solo senza generare nuovi imbarazzi, ma perfino demolendo quelli esistenti, consapevoli o meno che siano. Siete veramente speciali, in questo, ed è doveroso rendervene atto con gratitudine.

Quando sono venuta da voi ero comunque tesa come una corda di violino, timorosa ed imbarazzata. Col terrore di essere giudicata e di sentirmi ancora più in colpa. Grazie ad entrambi, per averci indicato questo percorso, per aver condiviso con noi il terrore, la tristezza e la gioia. Per non averci dato del “grano” ma per averci insegnato a “seminare” ed a prenderci cura delle nostre “piantine”. Grazie!

Giada (e Luca)

 

 

Giada e Luca (nomi di fantasia per tutelare il loro anonimato) sono uno dei molti esempi di coppia che si rivolge a noi per riaccendere la passione e risolvere problemi sulla sessualità. Un caso leggermente atipico, il loro, perché effettivamente il loro rapporto era una relazione alla pari, appagante su tutti i piani tranne che su quello sessuale. In questo aspetto della loro vita insieme c’erano ancora schemi da demolire, nei fatti, non solo nella consapevolezza e nelle parole. Schemi difensivi dovuti, nel caso specifico, a precedenti esperienze negative di entrambi. Schemi che impedivano loro di essere aperti e ricettivi nel qui ed ora, limitando inconsapevolmente la fiducia reciproca e, conseguentemente, anche il piacere.

L’importanza di questo passaggio è fondamentale, perché non può esserci vera libertà senza il travalicamento delle difese caratteriali derivanti da spiacevoli esperienze pregresse, del falso moralismo, del disgusto condizionato o delle barriere culturali. Sono tutti muri da abbattere.

Senza la vera libertà non si ottiene un’estasi completa ed appagante, ma il piacere sarà sempre più circoscritto, vincolato e rimpicciolito, fino a scomparire. Ogni fiamma ha bisogno di ossigeno per poter bruciare, ed è la libertà a fornire ossigeno al fuoco della passione.

 

È un po’ questo il senso più intimo del Tantra: il sesso è espressione dell’amore, l’amore è fusione nella libertà e libertà non può avere costrizioni né essere circoscritta.

 

È per questo che un antico aforisma tantrico dice: «egli si adorna con tintura di argilla di vari colori e, raccolti fiori in un cimitero, se li mette fra i capelli». La coppia si libera degli schemi limitanti, li seppellisce e, con i fiori sulla loro tomba, si abbellisce, è pronta per unirsi. Senza costrizioni possiamo essere aperti, a noi stessi ed all’altro; se siamo aperti possiamo sentire; se possiamo sentire possiamo provare piacere. Abbattere i condizionamenti e risvegliare il corpo ci aiuta a percepirlo pienamente. Più si è in grado di “sentire” e più il piacere sarà soddisfacente ed intenso. La demolizione degli schemi limitanti non si limita a questo, aiuta a vivere l’autenticità di noi stessi, rendendo la relazione col partner più viva, completa, appagante e passionale.

Il nostro percorso prevede una profonda esperienza sia meditativa e soprattutto corporea. Offriamo nuovi strumenti di ricerca interiore che mettono insieme corpo, mente, spirito ed emozioni.

Gloria Di Capua e Maurizio Lambardi


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