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Il tantrico o tantrista dell’antichità era il discepolo praticante gli insegnamenti tantrici, codificati nei testi noti come “Tantra” dopo millenni di trasmissione esclusivamente verbale. L’iniziazione e la trasmissione da maestro a discepolo non è mai cessata del tutto, sia perché la natura particolare della ritualità originaria ne rendeva necessaria la clandestinità, sia per la mentalità puritana della civiltà occidentale nel momento in cui riceveva (o riscopriva) gli aspetti più disinibiti del tantrismo.

Oggi, come migliaia di anni fa, il Tantrismo non è codificato in modo univoco. Ogni scuola e ogni maestro interpretano i testi fondamentali tradizionali in modo differente, anche alla luce dell’iniziazione ricevuta a loro volta. In occidente, nella nostra epoca, l’obiettivo probabilmente non è più trovare l’Illuminazione, ma è diventato il benessere personale, cioè imparare a star bene da soli e con un partner, imparare a coltivare e potenziare il piacere sessuale.

Chiunque può praticare il Tantra e qualsiasi insegnamento può dirsi tantrico se ha questo obiettivo e se per raggiungerlo accoglie senza reprimere i lati oscuri e si libera di condizionamenti limitanti.

Ulteriori approfondimenti: “Orgasmo quantico”, Gloria Di Capua e Maurizio Lambardi, Anima Edizioni

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