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A Natale siamo tutti più felici? No.

A Natale siamo tutti più felici? La risposta è no. Esiste una vera e propria sindrome natalizia, che colpisce una persona su due, che rende, a chi ne è afflitto, queste festività molto indigeste e motivo di malessere. Ma perché?

Le feste impongono dei modelli, che prevedono impegni sociali specifici: fare i regali, a prescindere dai problemi di budget, riunirsi e passare del tempo con i parenti, anche con quelli che non ci piace frequentare, mostrarsi felici, anche se non lo siamo.
Molto spesso il malessere è legato anche a rimpianti legati al passato, come può avvenire in caso di separazioni e lutti, o quando i figli sono andati via e si genera la sindrome del nido vuoto, oppure quando si vorrebbe condividere le feste con alcune persone che però sono invise alla famiglia.
Lo stress legato agli acquisti, con la pressione che ci spinge in tal senso, il doversi confrontare con il giudizio in base all’entità del dono, con parenti magari di un altro status economico, la paura di non essere all’altezza. Chi è malato è portato a pensare con rammarico a tutto quello che vorrebbe fare e non riesce a fare, gli anziani sono portati a ricordarsi dei familiari che non ci sono più, chi ha la responsabilità della gestione domestica è sovraccaricato di lavoro preparatorio e di timore di sbagliare qualcosa e non fare bella figura. C’è poi il cambiamento di routine, la compagnia forzata con persone con cui non si ha molto da condividere, la tendenza a fare bilanci di come è andato l’anno, a confrontarsi con i propri fallimenti, magari stimolati dalle immancabili domande inopportune: “Quando ti sposi?” “Quando farete un figlio?”
Queste feste portano, insomma, una grande fatica emotiva, stress e fanno emergere con più facilità tristezza, rabbia ed insofferenza.

Come sopravvivere al Natale?

Un vademecum facile e veloce.

  1. Non sforzarti di mostrarti felice, resta sintonizzato sui tuoi sentimenti e sulle tue emozioni.
  2. Non pensare agli obblighi ma centrati sull’affetto per le persone che ami.
  3. Rispondi alle domande inopportune con cortese ironia (Ad esempio, a “Quando ti sposi?” Rispondi: “Non perdere la speranza, prima o poi succederà.”)
  4. Trasforma l’invidia in obiettivi, quando possibile, altrimenti focalizzati sugli affetti, sulle ricchezze non materiali.
  5. Pensa ai doni non per il loro valore economico ma in funzione delle persone che li riceveranno.
  6. Quando ti annoi proponi attività alternative.
  7. Riduci le aspettative: non esiste un modo giusto per vivere le feste, se desideri riposare riposa, se desideri gozzovigliare gozzoviglia.

Attraverso questi piccoli accorgimenti è possibile rendere la crisi un’opportunità per cominciare a riflettere su quali possano essere le cause della sofferenza e attrezzarsi per superarla.


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